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L’ORGANO DI INNOCENZO CAVAZZANI A SANZENO. CRONACA DI UN AFFASCINANTE RESTAURO (a cura di Maurizio Isabella, Giorgio Carli, 2015)

Report del restauro dell’Organo Cavazzani (1792) a Sanzeno (TN). In collaborazione con l’Associazione culturale Giuseppe Serassi (Guastalla, RE).
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Nella chiesa parrocchiale dei Santi Martiti Anauniensi di Sanzeno (TN) è conservato un importante organo costruito nel 1792 da Innocenzo Cavazzani di Avio (TN). Lo strumento venne inserito in una cassa preesistente, costruita da Giuseppe Waiz verosimilmente nel 1759, di evidente gusto altoatesino. Dell’organaro di Avio sopravvivono lo strumento di Pesina (VR) del 1791 e un abbastanza consistente nucleo di canne conservato nel Vegezzi Bossi del 1911 di Pilcante (TN). Il restauro recentemente concluso ha permesso di rimettere in perfetta efficienza lo strumento e di raccogliere una serie di dati ed elementi sulle tecniche e modalità costruttive, nonché sulle scelte operate, di Innocenzo Cavazzani. Le operazioni di restauro hanno necessariamente dovuto tener conto dell’intervento, non sempre corretto, condotto da Alfredo Piccinelli nel 1972 e cercare di porre rimedio alle infelici scelte (all’epoca forse considerate all’avanguardia e rispettose), almeno ove ancora possibile. Nel corso del restauro è stata eseguita un approfondita lettura di tutto lo strumento al fine di cogliere anche i più minuti dettagli sempre con l’intento di meglio inquadrare sia l’originario costruttore sia gli interventi da approntare. Particolare attenzione è stata riservata al materiale fonico del quale è stato effettuato un accurato censimento (prima e dopo il restauro) e dettagliati rilievi. La comparazione con altre botteghe coeve al Cavazzani ha permesso di evidenziare sostanziali distacchi da quanto proposto dai colleghi e delinearne il differente percorso artistico. Le particolari segnature utilizzate da Cavazzani sono state ampiamente documentate mediante mirata ed estesa campagna fotografica. Pur utilizzando le consuetudini proprie della scuola veronese-gardesana-desenzanese non ne accoglie mai fino in fondo i consolidati dettami. Come effettuato in altri restauri è stata condotto un rilievo degli spettri armonici di alcune canne (scelte mediante ispezione preliminare) sia prima, sia dopo il restauro al fine di cogliere le differenze intervenute a seguito degli interventi. Della complessa cassa è stato condotto un rilievo numerico (a mezzo stazione totale con distanziometro laser) e non con semplice restituzione fotografica. Viste le particolarità dello strumento e le sue caratteristiche originali e derivate dagli interventi successivi, il restauro si è presentato non privo di difficoltà (anche per la presenza di due registri ad ancia unici nel loro genere) ma, nello stesso tempo, rivestito di uno specifico fascino tanto da richiederne una esclusiva ‘cronaca’.
http://www.serassi.it/index.php?option=com_content&view=article&id=108:xxxvi-l-organo-di-innocenzo-cavazzani-a-san-zeno&catid=18&Itemid=116


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L’Accademia collabora alle iniziative editoriali del Prof.Armando Carideo che ha curato,ed in gran parte trascritto da fonti originali, una collana di ben quaranta volumi di musiche di autori italiani dei secoli XV-XVIII, contribuendo così alla diffusione della conoscenza della musica italiana per tastiera, in passato poco conosciuta anche nelle più prestigiose scuole di musica sia in Italia che all’estero.
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