Strumenti

  • Organo Cavazzani 1792 – Sanzeno

    organo sanzeno
    Costruito da Innocenzo Cavazzani nel 1792 e restaurato nel 2013 da Giorgio Carli di Pescantina, è conservato presso la Basilica SS.Martiri di Sanzeno.

    Dati tecnici:
    un manuale
    pedaliera italiana di 14 tasti.

    Disposizione fonica:
    PRINCIPAL BASSO VOCE UMANA
    PRINCIPAL / SOPRANO CORNETO / PRIMO
    OTTAVA CORNETA
    QUINTA / DECIMA FLAUTO OTTA/VA BASSO
    DECIMA / NONA FLAUTO OTTA/VA SOPRANO
    VIGESIMA / SECONDA FLAUTO IN / QUINTA
    VIGESIMA / SESTA FLAUSOLE’
    VIGESIMA / NONA TROMBE / PEDALI
    TRIGESIMA / TERZA CONTRO BASSI
    TRIGESIMA / SESTA OTTAVE DE / CONTROBASSI

  • Organo Fratti 2009 Opus IV

    null


    L’organo costruito per l’auditorium dell’Associazione Culturale Monsignor Celestino Eccher è fortemente ispirato agli strumenti classici del Rinascimento italiano, con particolare riferimento alla scuola degli Antegnati e più in generale a quella dell’Italia settentrionale, non solo per quanto concerne le caratteristiche foniche, ma anche dal punto di vista meccanico e costruttivo.
    Lo strumento, con un’estensione da Do1 a Do5, è impostato sulla base di un Principale di 8’, tutto in stagno al 95% e in prospetto dal Fa1 di 6’. I registri di ripieno, il Fiffaro e i Flauti sono costruiti in lega di piombo al 98% e stagno al 2%, a partire da le lastre spessorate e restremate mediante martellatura manuale. Il somiere, in noce italiano, è del tipo “a vento” su modello antegnatiano. Le proporzioni dei ventilabri, il punto di attacco del tirante, la tipologia di catenacciatura e di leveraggio della tastiera conferiscono il caratteristico tocco estremamente preciso e leggero, che è una prerogativa di questi strumenti.
    L’adozione di un temperamento mesotonico e dei tasti enarmonici caratterizzano ulteriormente lo strumento consentendo di sfruttare al meglio le caratteristiche timbriche, armoniche e musicali di questo tipo di accordatura
    L’aggiunta alla tavolozza classica dei registri di un registro di Cornetta nei soprani e di un Regale diviso in bassi e soprani permette di estendere notevolmente le possibilità espressive dell’organo
    Il vento è fornito da tre mantici a cuneo, con caricamento mediante corde e carrucole.
    La cassa, al pari dello strumento stesso, s’ispira ai modelli estetici rinascimentali i quali a loro volta ripercorrono gli stilemi dell’arte classica antica greco-romana.
    La facciata ricorda quella di un tempio in antis in sobrio stile ionico. L’arte delle Muse, espressione del bello, del perfetto tocca nel rinascimento altezze “divine” e l’organo ne interpreta la trascendenza. Gli intagli sulle legature richiamano le decorazioni “a grottesche”, ulteriore interpretazione rinascimentale dei superbi affreschi che proprio allora affioravano dalle viscere della città eterna. La scelta dell’acero europeo quale essenza per la costruzione della cassa e degli intagli consente di accentuare ancora di più la pulizia delle linee classiche del prospetto che incornicia le canne di facciata e l’apparato scultoreo, grazie all’omogeneità della venatura e il bel colore caldo che la finitura a olio conferisce su superfici piallate a mano. L’interno della cassa dipinto con il tradizionale rosso, che traspare in diverse sfumature dai riquadri aperti sulla trabeazione che poggia sui capitelli, evidenzia in maniera decisa il disegno delle 5 campate di canne del Principale, suddivise da semicolonne riccamente intagliate.
    La superficie frontale dei due plinti è stato un richiamo irresistibile per l’inserimento di una frase scolpita che potesse essere felicemente associata al contesto culturale in cui l’organo è inserito:“Docendo Discitur”, espressione ripresa da Seneca che nelle Lettere Morali a Lucilio libro I, VII scrive:”Homines dum docent discunt”. Un’esortazione filosofica, un invito a reinterpretare l’insegnamento socratico che nella conoscenza di sè, nella consapevolezza del proprio limite identifica il primo passo verso il sapere.

    DISPOSIZIONE FONICA

    Principale (8’, in prospetto dal Fa1 di 6’)
    Ottava
    Quintadecima
    Decimanona (rit. Fa#4)
    Vigesimaseconda (rit. Do#4)
    Vigesimasesta (rit. Fa#3, Fa#4)
    Vigesimanona (rit. Do#3, Do#4)
    Flauto in Ottava
    Flauto in Duodecima
    Cornetta
    Fiffaro (da Do#2)
    Regale bassi
    Regale soprani

    Divisione bassi/soprani: Do3/Do#3
    Tastiera: 45 note (Do1-Do5) con prima ottava corta e tasti enarmonici per Mib2,3,4 e Sol#2,3
    Pedaliera: 14 note (Do1-Fa2) del tipo “a leggio” costantemente unita alla tastiera
    Temperamento: Mesotonico
    Diapason: 440 Hz a 18°
    Pressione del vento: 38 mmH2O

  • Organo Ghilardi ‘Opus 1’ – 1992

    organo_ghilardi_big_1


    Lo strumento della chiesa di S. Maria Assunta di Smarano è stato costruito dall’organaro Glauco Ghilardi di Lucca nel 1992. L’Organo nelle sue caratteristiche foniche e tecniche si ispira a modelli fiamminghi del sec. XVI, pur senza essere una copia: afferma l’organaro che “l’operazione tentata è quella di sintetizzare, con rigore stilistico e creatività personale, elementi e stimoli derivati dallo studio di uno strumento storico e di esperienze esecutive di letteratura del periodo”, scartata l’ipotesi tanto affascinante quanto deludente di un organo “omnibus”, adatto ad ogni tipo di musica, è sembrato all’organaro più interessante “proporre uno strumento che avesse di mira la letteratura fiamminga e della Germania del Nord del sedicesimo e diciassettesimo secolo”, facendo propria la convinzione che “uno strumento fortemente caratterizzato non impedisce l’esecuzione di letterature diverse dallo stile con cui è concepito”.
    L’organo, a seguito del restauro della chiesa Parrocchiale di Smarano completato nel 2008, è stato smontato per provvedere ad una accurata pulizia ed al ripristino di parti danneggiate da infiltrazioni di acqua.
    Con l’occasione si è provveduto ad una completa revisione dello strumento ed alla sistemazione di ulteriori criticità, già manifestatesi in passato nella struttura e posizionamento delle canne di alcuni registri ed oggetto di intervento di manutenzione straordinaria nel 2005.
    Si è provveduto inoltre alla riduzione della pressione da 72 a 65 mm e conseguentemente all’intonazione dello strumento in tutti i suoi registri: la consulenza del GoArt nella persona di Munetaka Yokota è stata di prezioso aiuto all’organaro Giovanni Pradella nell’esecuzione di una operazione delicata e impegnativa anche per il suo staff.
    L’Associazione ha inoltre provveduto contemporaneamente a dotare lo strumento di un nuovo registro ad ancia (Dulzian 16″) sul Principale ed alla sostituzione del regale nel Positivo con una Vox Humana 4″ nonché alla revisione del Trombone al pedale.
    L’organo così rivisitato e completato è stato collaudato da Edoardo Bellotti con un concerto tenutosi il 18 maggio 2008, nel corso del quale la nuova sonorità dello strumento è stata apprezzata per la sua estesa versatilità e per la immutata bellezza del colore del suono, semmai ora temperato da una pressione adeguata alla più recenti indicazioni emergenti dalle ricerche effettuate sugli organi storici barocchi del Nord Europa.

    CARATTERISTICHE
    Due Manuali di 51 tasti (Do1-Re5)
    Pedaliera di 27 tasti (Do1-Re3)
    Pressione 65 mm H2O
    Diapason 440
    Temperamento Kellner
    Tutte le canne sono in lega 95% di piombo, eccetto le tube del regale al 70% di stagno.
    Grand’organo

    Principale 8′
    Ottava 4′
    Quinta B. 2 2/3′
    Quinta S. 2 2/3′
    Ottava 2′
    Terza B. 1 3/5′
    Terza S. 1 3/5′
    Quinta 11/3′
    Pieno su 3 file
    Flauto a cuspide 8′
    Dulzian 8′ (aggiunta recente)
    Positivo

    Vox humana 4′ (sostituisce l’originario regale)
    Flauto a camino 4′
    Flauto conico 2′
    Quinta 1 1/3′
    Terza 4/5′
    Pedale

    Subbasso 16′
    Flauto a cuspide 8′
    Corno 4′
    Trombone 16′
    Usignolo – Tremolo

  • Organo Kalnins – 2003

    IMG_4730

    11 maggio 2003 – Smarano fa festa per il nuovo organo positivo che L’Associazione ha fatto costruire, per incrementare la disponibilità di strumenti nella prossima edizione della Accademia, per consentire ai docenti di ampliare le possibiltà didattiche ed accostarsi a specifici temi musicali, disponendo di un organo particolarmente versatile in termini di Temperamento e di frequenza, altrimenti improponibili.
    L’Organo positivo è stato progettato dal M° Edoardo Bellotti e dal Prof. Hans Davidsson e commissionato all’organaro Janis Kalnins, lettone, consulente dell’università di Göteborg e specialista in strumenti di taglia medio piccola. È certamente il primo Organo, ab immemorabili, che viene fabbricato in Lettonia per un committente italiano.
    L’organo è stato costruito secondo la antica tradizione organaria baltica con particolare riferimento all’organo storico in Ugale (Lettonia), costruito nel 1701, con alcuni aggiustamenti tecnici rispetto all’Originale.

    DATI TECNICI
    Tastiera C – d³, cromatica.
    Pedale collegato alla tastiera

    DISPOSIZIONE FONICA
    Gedackt 8′ Legno
    Blockflojt 4′ Legno, aperto
    Nasard 3′ Legno, aperto
    Principal 2′ mesotonico in facciata
    Principal 2′ (equabile)
    Zincke 8′, ( ancia) bassi / soprani
    Usignolo…
    Le canne di metallo sono in lega di stagno al 60% e piombo al 40% , quelle di legno in pino.
    La pressione è 72mm
    Diapason 415
    Mantici elettrico e manuale
    Temperamento Vallotti

    Lo strumento è smontabile in due pezzi per il trasporto.

  • Truhenorgel – G.Pradella 2008

    truhenorgel (954x1024)

    Dati tecnici:
    4 registri
    Traspositore 440/415 Hz
    Temperamento equabile

  • Cembalo Ruckers, replica di William Horn

    ruck 003 (1024x680)

    Dati tecnici:
    2 manuali
    4 registri
    Traspositore

  • Cembalo Mascheroni 1998 (Replica di Mietke, Berlin 1701)

    DSC_0528 (1024x685)

    Dati tecnici:
    2 manuali
    4 registri
    Trasportatore 440/415 Hz

  • Cembalo italiano Formentelli 1995

    DSC_0539

    Dati tecnici:
    2 registri
    Trasportatore

    DSC_0549 (1024x685)
    Dati tecnici:
    2 registri
    Trasportatore
  • Clavicordo replica mod. Gerstenberg Leipzig 1766 – Go.Art Goteborg – 2008

    DSC_0534
    Dati tecnici:
    2 manuali a quattro ottave e mezza
    Pedale
  • Clavicordo 1996 – Replica Federici Go Art Goteborg

    DSC_0545
    Dati tecnici:
    un manuale
    pedale
  • Quattro clavicordi da studio

    DSC_0551
  • Fortepiano di Monika May (copia da Anton Walter)

    DSC_0543

Tutti gli strumenti sono collocati nell’edificio dell’Accademia tranne l’organo Ghilardi (Chiesa di Smarano).

Indietro>