Luoghi, mappe e indicazioni

SMARANO E LA VAL DI NON

La Valle di Non, per dirla con un paradosso, non è una valle, ma un altopiano. La più ampia valle del Trentino è infatti caratterizzata da una serie di anfiteatri ondulati che, quasi a cerchi concentrici, passano dalle quote più basse, con il paesaggio segnato dai frutteti, alla vegetazione alpina, di boschi, prati e rocce, delle quote più alte. Questo altopiano lungo e ondulato, con le incisioni dei corsi d’acqua che hanno scavato profonde forre – sulla maggiore è stata costruita la diga di Santa Giustina formando il grande lago omonimo – è chiuso a nord dal gruppo montuoso delle Maddalene; a sud-ovest dalle Dolomiti di Brenta; a est dal sottogruppo orientale dei monti Anauni; a sud dal massiccio della Paganella e dalla sella di Andalo.
Le cime che segnano l’orizzonte non sono molto elevate: il monte Luco, 2434 m; il Pèller, la montagna che divide Cles dalla valle di Sole, 2320 m; il Macaiòn, che con i suoi strapiombi domina la valle dell’Adige da Bolzano a Merano, 1866 m; il monte Roèn, 2116 m, che ha dolci pendici di boschi e prati verso l’anfiteatro noneso, mentre è roccia scoscesa sopra il fiume Adige; la Paganella, con le sue antenne radiotelevisive e ripetitori vari, 2124 m; le vette del Brenta sono le più alte: cima Falkner, 2999, Pietra Grande, 2937 m e così via. Aperta a mezzogiorno, protetta a nord dalla corona lunata delle Maddalene, questa serie di terrazze è visivamente segnata soprattutto da una sensazione di luce, di luminosità.
A primavera la Valle è un giardino fiorito, una ricchissima tavolozza di bianchi e di rosa sul verde cupo dei boschi, con la neve ai bordi alti del quadro ideale; in estate e in autunno migliaia di getti d’acqua degli impianti di irrigazione a pioggia ricamano un tessuto di fili bianchi che traspaiono in controluce sul verde riposante degli alberi già carichi di frutti. Le coordinate geografiche spiegano in parte la ricchezza dell’agricoltura della valle, con gli imponenti magazzini di frutta che sono il corrispettivo moderno dei castelli di un tempo, e gli uni e gli altri punteggiano, assieme ai campanili, un paesaggio fortemente antropizzato. A questi dati visivi, per capire l’anima della valle, vanno aggiunti almeno due elementi: la valle è una terra di montagna ed è al confine linguistico d’Italia. La dura fatica del lavoro dei campi in montagna, pur in un contesto di relativo benessere – la Valle di Non è sempre stata una delle più ricche del Trentino – ha sedimentato nel tempo alcune componenti dello spirito nòneso: l’operosità, il risparmio, la parsimonia persino nelle parole, la castigatezza dei costumi. Ma accanto alla famiglia, che è al centro del sistema, c’è anche l’impegno per la comunità del paese che si esprime nella cooperazione, nei consorzi, nelle associazioni del volontariato, nelle amministrazioni comunali.

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Smarano, che deriva dal gentilizio barbarico Ismarus, si trova sul versante orientale della Val di Non, a 985 metri di altitudine sul livello del mare, in una singolare fetta di terra compresa tra i boschi a monte e i frutteti a valle, al centro dell’altipiano della Predaia.
Già abitato ai tempi dei romani, come testimoniano alcuni rinvenimenti archeologici, il villaggio di Smarano si trasformò poi nella sede di una fiorente industria della tessitura del lino e della canapa.
La singolarità del comune, che oggi conta circa 500 abitanti, risiede tanto nella sua vocazione rurale – l’agricoltura e l’allevamento sono le attività prevalenti – quanto nella particolare conformità del suo territorio, dove boschi verdi di conifere si alternano a prati verdi, un tempo pascoli per le mandrie all’alpeggio, oggi anche luogo eletto per riposanti passeggiate immersi nella natura.
L’abitato si è sviluppato intorno all’ampia piazza, sulla quale si innalza la chiesa parrocchiale dell’Assunta, che nominata per la prima volta nel 1280, venne ricostruita da Pietro Bianchi da Brienno, intorno al 1759 dopo essere stata distrutta da un incendio.

MAPPA E INDICAZIONI

In Automobile:
Uscita Autostrada A22 del Brennero, casello “Mezzocorona-S.Michele A.A.”
Direzione: Mezzolombardo, poi Cles, sino a Dermulo a destra direzione Mendola a cinquecento metri per Coredo e infine per Smarano

In Treno:
Stazione Trenitalia di Trento o di Mezzocorona. (http://www.ferroviedellostato.it>)
Cambio di ferrovia: Ferrovia Trento-Malé, sino a Dermulo (50′ circa).(http://www.ttesercizio.it>)
Proseguimento in autobus per Smarano (15′).

In Aereo:
Verona Aereporto Valerio Catullo a 130 km
Milano Aereporto Malpensa a circa 300 km
Bergamo Aereoporto Orio al Serio a 200km
Collegamenti ferroviari Trento – Verona/Milano.

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